Santa Maria Assunta

La Pieve di Santa Maria Assunta, la più antica sede pievana della diocesi di Cremona, è il risultato di più rimaneggiamenti che si sono succeduti nel corso dei secoli. L’edificio attuale costituisce l’ampliamento della precedente chiesa del 1200, a sua volta costruita sui resti della struttura originaria del V secolo. La direzione dei lavori, iniziati nel 1883, fu affidata al famoso architetto Carlo Maciachini che decise di restituire alla chiesa il presunto aspetto medievale, fatta eccezione per la zona absidale che venne completamente abbattuta per realizzare un vasto ottagono con tiburio e cupola.


All’esterno la Pieve presenta una facciata a capanna sormontata da cuspidi e tripartita da robuste lesene, con rosoni e protiro sorretto da leoni stilofori.

Il campanile in laterizio a pianta quadrata è caratterizzato da bifore e trifore con guglia sormontata dalla statua in rame dell’Assunta, questa venne realizzata nel 1952, in sostituzione della precedente distrutta da un fulmine qualche mese prima.


L’interno a tre navate mostra una vistosa decorazione neobizantina. Sul lato sud (navata di destra) si aprono le cappelle aggiunte durante i periodi barocco e neoclassico, dove sono conservate numerose opere di pregevole fattura, come le statue lignee settecentesche dell’Immacolata, realizzata da Antonio Ferretti, e i re David e Salomone dello scultore bergamasco Giovanni Sanz.

Tra le molte tele qui custodite, la Santissima Trinità di Uriele Gatti (fine 1500), la Madonna del Rosario con i quindici Misteri di Enea Salmeggia detto il Talpino (1622) e l’ottocentesca Natività che cela il Reliquiario dov’è conservata anche una scheggia della mangiatoia in cui venne deposto Gesù subito dopo la nascita.

Una menzione particolare merita il caravaggesco Vespasiano (che) fa liberare Giuseppe Flavio dalle catene, il dipinto mobile di maggior pregio conservato a Soncino, realizzato dal fiammingo Matthias Stom nella prima metà del 1600.

Interessanti sono anche le tre tele nel coro, mentre lungo la navata di sinistra, sopra il fonte battesimale trecentesco, si ammira una rarissima immagine pretridentina della Santissima Trinità, affresco dell’inizio del Cinquecento, nascosto da una tela incatramata durante la Controriforma.

I confessionali settecenteschi sono in radica con inserti in noce.